Il progetto di legge sul tabacco di Berset vuole trasformare lo svapo in un «prodotto dannoso»

11 December 2018

Il consigliere federale Alain Berset ha presentato il secondo disegno di legge sui prodotti del tabacco (LPTab2) nel quale intende regolamentare anche i prodotti per lo svapo, che vengono definiti «sigarette elettroniche». Questo progetto, elaborato con poco rigore e serietà, crea confusione tra i diversi prodotti in un assurdo mix normativo e deteriora gravemente la situazione attuale.

Il progetto accomuna lo svapo, compresi i prodotti senza nicotina, ai prodotti del tabacco delle multinazionali. Di conseguenza, si intende vietare lo svapo in tutti i luoghi pubblici, compresi i negozi specializzati e i centri di assistenza per smettere di fumare. I gestori non avrebbero più la libertà di scegliere se tollerare o meno lo svapo.

L’articolo 7 concede piena libertà ai produttori di aggiungere qualsiasi additivo desiderato, ad eccezione di 25 sostanze vietate, e questa possibilità riguarda anche i liquidi per lo svapo. Alain Berset classifica e trasforma quindi lo svapo in un «prodotto dannoso».

Allo stato attuale lo svapo è privo di tabacco e senza combustione, non genera monossido di carbonio o catrame; la riduzione dei rischi è stimata pari almeno al 95% da parte delle istituzioni sanitarie britanniche Public Health England e il Royal College of Physicians. Temiamo di non poterne più essere sicuri per i prodotti venduti in Svizzera se questo disegno di legge dovesse essere confermato.

Oltre a peggiorare la protezione dei consumatori facendo passare lo svapo dalla legislazione sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (LDerr) a questa fumosa legge sui prodotti del tabacco, si vuole limitare senza giustificazioni la scelta dei prodotti imponendo flaconcini da 10 ml per tutti i liquidi, compresi quelli senza nicotina, e limitando la concentrazione di nicotina a 20 mg/ml.

Paventiamo un aumento dell’ingestione accidentale tra i bambini più piccoli, già costatato altrove con questi mini-flaconi di una dozzina di grammi molto più maneggevoli dei contenitori più grandi, oltre a un aumento dell’inquinamento causato dalla moltiplicazione forzata degli imballaggi. Attualmente, la legge svizzera sui prodotti chimici (LPChim) protegge efficacemente i consumatori dai rischi legati alla manipolazione dei flaconi contenenti nicotina senza che sia necessaria una legislazione supplementare.

La concentrazione massima di 20 mg/ml di nicotina limiterebbe la possibilità per i fumatori dipendenti di passare completamente allo svapo e spingerebbe alcuni degli svapatori attuali a un consumo eccessivo per compensazione.

La Commissione europea ha imposto questa restrizione, senza alcuna base scientifica, sotto la pressione delle lobby farmaceutiche che avevano promesso di sviluppare prodotti più concentrati in cambio di questo monopolio. Non sorprende che non abbiano mantenuto la parola. Si può affermare che l’industria farmaceutica preferisca sviluppare redditizie terapie per il trattamento dei tumori piuttosto che aiuti efficaci per la cessazione del fumo.

Il 30 novembre, in risposta a un’interpellanza parlamentare che propone un approccio alla riduzione dei rischi legati al tabagismo, Alain Berset ha dichiarato che i metodi per la disassuefazione dal fumo basati sulle terapie farmacologiche «si sono dimostrati validi». Secondo l’indagine nazionale sulla salute, la prevalenza del fumo in Svizzera non è cambiata in modo significativo negli ultimi dieci anni, con oltre il 27% di fumatori. Ciascuno può giudicare da sé quali sono i veri risultati ottenuti dal Consigliere federale riguardanti l’impatto del fumo sulla salute pubblica. In ogni caso, la principale conseguenza di questo disegno di legge è quella di eliminare sul nascere la possibilità di sviluppo delle politiche di riduzione dei rischi in questo ambito.

Sebbene il Parlamento abbia chiesto nel 2016 di differenziare lo svapo dai prodotti del tabacco, il progetto di legge di Alain Berset li tratta indistintamente. Le sue restrizioni favorirebbero l’inserimento nel mercato dello svapo delle multinazionali del tabacco e rischiano di sostenere il mantenimento del consumo di tabacco e delle malattie correlate. Considerato che la legalizzazione della vendita dei liquidi contenenti nicotina non va messa a credito di questo progetto, la valutazione delle conseguenze del disegno di legge è negativa in termini di salute pubblica.

Helvetic Vape si oppone fermamente a un simile peggioramento dei diritti e della tutela dei consumatori, nonché all’impasse sulla salute pubblica verso cui questo progetto di legge porterà la Svizzera. Proponiamo il rigetto di questo disegno di legge inadeguato e di iniziare su basi solide a creare un progetto di legge a favore della riduzione dei rischi (LRdR) legati al tabagismo.

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