Il rapporto dell’università di Victoria (Canada)

23 January 2017

Il centro di ricerca sulle dipendenze dell’università canadese di Victoria ha pubblicato un rapporto che sintetizza le attuali conoscenze sullo svapo nell’ambito di un progetto denominato «Clearing the Air», finanziato dall’istituto canadese per la ricerca sulla salute. Sono state effettuate una ricerca sistematica e un’approfondita analisi degli studi disponibili nella letteratura scientifica fino ad aprile 2016 su quattro tematiche principali connesse allo svapo: l’abbandono del tabagismo, l’uso da parte dei giovani, l’esposizione al «vapore» passivo e la tossicità dell’aerosol generato dai prodotti dello svapo rispetto al fumo di sigarette. Questo rapporto e le sue raccomandazioni contrastano nettamente con le posizioni dogmatiche svizzere come quella espressa verso la fine dello scorso anno dalla Commissione federale consultiva per la prevenzione del tabagismo.

Queste le conclusioni del rapporto canadese (traduzione dall’inglese):

1. In generale, vi sono prove incoraggianti del fatto che prodotti dello svapo possano essere almeno tanto efficaci quanto gli altri sostituti nicotinici nell’aiutare i fumatori a smettere di fumare.

2. Non vi è alcuna prova di un effetto gateway per cui i giovani che sperimentano lo svapo avrebbero, come conseguenza, maggiori probabilità di cominciare a fumare. I dati disponibili mostrano che il consumo di tabacco fra i giovani è diminuito mentre l’uso dei prodotti dello svapo è aumentato.

3. L’esposizione di seconda mano al «vapore» è molto più breve rispetto a quella del fumo di tabacco. È stato dimostrato che non vi è alcuna esposizione significativa agli agenti cancerogeni presenti invece nel fumo di tabacco; tuttavia, l’aerosol crea un’esposizione misurabile, ma limitata, alla nicotina. Non è chiaro se il basso livello di esposizione alla nicotina rappresenti un rischio per la salute.

4. L’aerosol generato dai prodotti dello svapo contiene nettamente meno sostanze tossiche rispetto al fumo di sigarette, tuttavia non vi sono sufficienti ricerche su alcune sostanze cancerogene importanti che potrebbero essere ancora presenti.

In conclusione, si raccomanda che la regolamentazione canadese dei prodotti dello svapo venga realizzata sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili, a beneficio della sanità pubblica. La politica non dovrebbe essere guidata dai timori infondati di un «effetto gateway» ma, piuttosto, prefiggersi di aiutare i fumatori a smettere di fumare assicurandosi che solamente i dispositivi più sicuri siano legalmente disponibili, riducendo in tal modo i danni derivanti dall’esposizione diretta e di seconda mano.

Di seguito l’infografica in inglese che riassume i risultati del rapporto (cliccare per ingrandire):

gatewayquitting

toxicity

 

 

 

 

 

Il comunicato stampa dell’università di Victoria è disponibile qui mentre la sintesi del rapporto è disponibile all’indirizzo https://www.uvic.ca/research/centres/carbc/assets/docs/report-clearing-the-air-review-exec-summary.pdf o scaricabile direttamente cliccando l’immagine sottostante:

clearing-the-air-report

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